Lettera agli amici della Cultura

Il 6-7 giugno  voteremo la nuova amministrazione comunale di Firenze. Mi è stato chiesto, ed ho accettato con grande piacere, di essere un capolista del partito democratico nella coalizione che sostiene il candidato sindaco Matteo Renzi.

Ho accettato, dopo cinque anni in Consiglio comunale (anche come capogruppo dello stesso partito) perché ancora non è compiuta l’azione di rinnovamento e rilancio della nostra città. Per fare questo occorre uno svecchiamento innanzitutto di idee, di metodi e di persone, così da ritrovare la passione civile che Firenze non solo merita, ma della quale ha bisogno.
Inoltre Firenze deve trovare, come le spetta, il ruolo di capoluogo e di territorio guida non solo della propria area, ma dell’intera regione. Non si può essere solo un faro di civiltà, di storia, di cultura nel mondo senza svolgere un analogo compito nella propria regione. Solo così facendo Firenze sarà in grado di superare non solo la crisi economica, ma soprattutto quella di identità.

Oggi la nostra coalizione ha il candidato sindaco, le alleanze e gli uomini e le donne per realizzare questo che non è un sogno, ma solo un obiettivo possibile per chi è deciso a raggiungerlo.

La cultura oggi a Firenze porta con sé un significato quasi mitico, cioè un insieme di obiettivi raggiunti in epoche lontane e non più ripetibili. Quando si parla di cultura di fatto ci si riferisce a un patrimonio ereditato, senza che il valore dinamico che la parola porta inevitabilmente con sé abbia mai il sopravvento nell’immaginario comune. Ciò significa che la cultura si riduce al tentativo, talvolta strenuo e drammatico, di riportare all’evidenza i temi e le glorie del passato. Tutto ciò, oltre a essere deleterio sul piano dell’immagine e del marketing della città, è ingiusto, perché respinge ai margini del significato di cultura quanto di colto e creativo oggi la città può produrre e attrarre. La musica, il teatro, le arti figurative, le nuove tecnologie applicate all’arte sono, o sarebbero, elementi naturali per una  città come Firenze, la cui unica grande qualità nel passato è stata quella di essere all’avanguardia. Difficile creare nuovi splendori limitandosi a osservare quelli passati. Ecco perché penso che la cultura debba a Firenze modificare non tanto progetti o ambizioni, quanto ribaltare i metodi e i criteri nella valutazione dell’idea stessa di cultura, ritrovando il piacere che l’arte in ogni tempo è in grado di dare: lo stupore ammirato.

Compito di questa amministrazione dovrà essere questo, riunire il meglio che il mondo può offrire nel far sentire l’arte come la parte intima e commossa dell’uomo che cambia seguendo il suo tempo.

Chiedo la vostra preferenza per me nella convinzione di poter essere, come lo sono stata in passato, una leale e tenace donna che ha vissuta la politica con passione, mantenendo sempre gli impegni presi.

Grazie per la vostra attenzione. Per tutto ciò che non è in questa lettera potete dare uno sguardo al sito web nonché, per chi ne è frequentatore, al portale Facebook.

Per una Firenze migliore.

Rosa Maria Di Giorgi

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