Lettera ai docenti e ai ricercatori

Il 6 - 7 giugno voteremo la nuova amministrazione comunale di Firenze. Mi è stato chiesto, ed ho accettato con grande piacere, di essere un capolista del partito democratico nella coalizione che sostiene il candidato sindaco Matteo Renzi.

Ho accettato, dopo cinque anni in Consiglio comunale anche come capogruppo dello stesso partito perché ancora non è compiuta l’azione di rinnovamento e rilancio della nostra città. Per fare questo occorre uno svecchiamento di idee, di metodi e di persone così da ritrovare la passione civile che Firenze non solo merita, ma della quale ha bisogno.
Inoltre Firenze deve trovare, come le spetta, il ruolo di capoluogo e di territorio guida non solo della propria area, ma dell’intera regione. Non si può essere solo un faro di civiltà, di storia, di cultura nel mondo senza svolgere un analogo compito nella propria regione. Solo così facendo Firenze sarà in grado di superare non solo la crisi economica, ma soprattutto quella di identità.

Oggi la nostra coalizione ha il candidato sindaco, le alleanze e gli uomini e le donne per realizzare questo che non è un sogno, ma solo un obiettivo possibile per chi è deciso a raggiungerlo.
Il paradosso che vive Firenze è che, pur essendo una città con 60.000 studenti universitari rispetto a una popolazione di 360.000 abitanti e nonostante annoveri grandi centri di eccellenza, non riesce a farsi identificare come città universitaria, né come città del sapere e della conoscenza. Questo paradosso origina soprattutto dall’errore commesso in passato dalla stessa città che è consistito nel non aggregare adeguatamente e non valorizzare questo patrimonio che possiamo definire secolare.

La nuova amministrazione avrà in questo ambito un ruolo essenziale: portare allo scoperto le genialità presenti nel nostro territorio non come vanto, ma come strumento di rinascita culturale e sociale.
La mia stessa professione, primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, mi ha permesso di constatare di persona questa evidenza che sfugge in genere ai nostri concittadini, spesso propensi a nostalgie per epoche che non ritornano piuttosto che orientati a valorizzare le eccellenze delle quali Firenze è ricca.

Intendo muovermi nell’ottica di un forte rilancio della città, sperando di condividere questo obiettivo con chi ha fatto del sapere e della ricerca la ragione del proprio impegno civile e professionale.
Chiedo la vostra preferenza per me nella convinzione di poter essere, come lo sono stata in passato, una leale e tenace donna che ha vissuto la politica con passione, mantenendo sempre gli impegni presi. Grazie per la vostra attenzione. Per tutto ciò che non è in questa lettera potete dare uno sguardo al sito web nonché, per chi ne è frequentatore, al portale Facebook. Per una Firenze migliore.

Rosa Maria Di Giorgi

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