L’assessore Di Giorgi: «Si può battere il razzismo, valorizzando la propria identità attraverso confronto e il rapporto con le altre culture».

In Palazzo Vecchio l’iniziativa “Chi ha paura dell’uomo nero ? La vita a colori” promossa da Cisl Firenze, Anolf Firenze e Toscana, in collaborazione con Comune e Arte per le Marche
«Valorizzare la propria identità attraverso il confronto e il rapporto con le altre culture. Questa è la sfida che ci attende e la scuola è il luogo privilegiato dove vincerla». E’ quanto ha sottolineato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi intervenendo, questa mattina a Palazzo Vecchio, all’iniziativa “Chi ha paura dell’uomo nero ? La vita a colori” promossa da Cisl Firenze, Anolf Firenze e Toscana, in collaborazione con il Comune di Firenze e Arte per le Marche.
«A un anno dalla strage dei senegalesi in piazza Dalmazia – ha sottolineato l’assessore Di Giorgi – questo incontro si colloca all’interno della formazione civile della città, per parlare di immigrazione e di accoglienza. Non vogliamo limitarci a stigmatizzare il razzismo e la xenofobia, ma puntare piuttosto a valorizzare la ricchezza che nasce dalle diversità, in campo culturale e artistico, come nella società».
«Purtroppo oggi mancano gli studenti delle scuole per una protesta sindacale degli insegnanti – ha spiegato l’assessore –. Sono dispiaciuta per questa assenza: penso che ai ragazzi nuocia molto, ma accettiamo la protesta dei docenti per il rispetto che portiamo alla libertà sindacale».
«Questa mattina – ha aggiunto Rosa Maria Di Giorgi – abbiamo fatto una riflessione sulle modalità con le quali si può cercare una nuova integrazione tra soggetti che arrivano da mondi diversi. Lo si può fare attraverso l’arte, lo spettacolo e tante altre attività forme che, tutte insieme, contribuiscono alla crescita complessiva della società. Lo sforzo più grosso, però dobbiamo farlo a partire dalla scuola. Il razzismo e la xenofobia sono il frutto del terrore di perdere la propria identità e della incapacità di gestire il rapporto con altre e nuove identità. Per superare queste paure, l’educazione dei giovani è fondamentale: dobbiamo insegnare che ciò nasce dal rapporto con nuove culture arricchisce l’identità di ciascuno».
«Non abbiamo voluto limitarci a una commemorazione, a ricordare i morti e i feriti del dramma di un anno fa – ha dichiarato Roberto Pistonina, segretario generale Cisl Firenze – perché non crediamo si possa catalogare quanto accaduto solo sotto l’etichetta del razzismo e della xenofobia. Quanto successo un anno fa è l’esempio di una società che sta involvendo sotto il profilo della tenuta sociale; quello del razzismo è un recinto troppo stretto, dobbiamo affrontare il problema sotto il profilo sociale e culturale, della legalità e del lavoro».
«Dobbiamo lavorare in particolare sui giovani e sulle scuole, per costruire un nuova cultura – ha concluso Pistonina – oggi è il mondo che ce lo chiede. In questo quadro si inserisce la battaglia in cui la Cisl si sta spendendo, per la cittadinanza agli immigrati di seconda generazione.
«Un grande esempio ci viene dagli Stati Uniti, dove il mix di culture e tradizioni differenti ha dato vita a generi musicali assolutamente nuovi che tutto il mondo ha amato e ama. Affrontare il tema dell’immigrazione e dell’integrazione attraverso l’arte e la cultura ha quindi un senso profondo».
A partire dalle 10, nel Salone dei Duecento, Massimiliano Comparin ha letto una “Lettera aperta contro ogni chiusura”, Walter Scotucci ha parlato della via salvifica dell’arte e della bellezza. Francesca Maranetto Gay ha riassunto, con il video “In cammino….per la libertà e l’eguaglianza dell’uomo” un secolo di soprusi e violenze, per ricordare Samb Modou e Diop Mor uccisi il 13 dicembre 2011, ma anche Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, feriti dalla stessa mano. Colpiti con un gesto non relegabile alla mera follia ma frutto, anche, di quella intolleranza e razzismo che trovano radici in società sempre più timorose di ciò che non conoscono. Società, spesso, impaurite da volti dai mille colori, che portano bagagli ricchi di diversità.
Sono state esposte tre opere, in olio su tela, del pittore romeno Madalin Ciuca, rappresentanti il bianco e il nero della stessa faccia di un unico uomo, espressione del gioco perverso delle contraddizioni umane.
Nel corso della mattinata, alternati a proiezioni di video, letture, musica e momenti d’arte, gli interventi di Roberto Pistonina, segretario generale Cisl Firenze, Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’educazione, Pape Diaw, rappresentante della comunità senegalese di Firenze, Mohamed Ba, autore teatrale e operatore di pace, don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficio pastorale sociale della diocesi di Firenze. (fn)