L’Italia sta cambiando verso. Ora tocca all’Europa

L’Italia sta cambiando verso. Ora tocca all’Europa

Venerdì 23 maggio alle ore 20,30, con Matteo Renzi e il Pd
in piazza Signoria a Firenze

 

Chi pensa alle elezioni europee come a un appuntamento minore si sbaglia di grosso. Il futuro del nostro Paese passa per l’Europa, per una politica di sviluppo comune e di condivisione sempre più accentuata nelle politiche sociali ed economiche. E’ per questo che l’Italia deve stare in Europa e deve esserci da protagonista. Chi non capisce questo, lo fa per sfruttare il momento di crisi con un becero populismo che soffia sulla rabbia, ma non alimenta risposte, che spinge sullo sfascismo, ma non ha progetti per costruire.

“Serve un’Italia forte, un’Italia che non esce dall’Euro ma sta in Europa. Un’Italia che sta dentro la stanza dei bottoni, non sui tetti del Parlamento”. Le parole di Deborah Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia e dirigente del Pd, sono la fotografia chiara del bivio che abbiamo di fronte. Sta a noi scegliere. Imboccare la strada del cambiamento e crescere con L’Europa o lasciare che chi specula sulla disperazione abbia la meglio sulla speranza e sulla volontà di rilanciare il Paese.

Da un lato chi propone e costruisce il cambiamento, dall’altro chi urla e dice no: agli 80 euro in busta paga, al piano casa per l’emergenza abitativa, al taglio delle province, a una normativa contro le dimissioni in bianco.

Da un lato il Pd, dall’altro il M5S.

A rendere ancora più importante questo appuntamento elettorale, il fatto che, oltre al rinnovo del Parlamento europeo, per la prima volta nella storia dell’Unione, il futuro Presidente della Commissione sarà eletto ufficialmente dalla maggioranza qualificata dello stesso Parlamento. Per comprendere la portata di questo cambiamento, è bene ricordare che la Commissione europea rappresenta, di fatto, il governo dell’Unione ne sovrintende e ne pone in atto le politiche.

Qui il link al programma del PD per le Elezioni europee |

Voglio ricordarvi che, quest’anno, ogni elettore potrà esprimere sino a tre preferenze, di cui una dovrà essere di genere diverso dalle altre, pena l’annullamento dell’ultima in sede di scrutinio. Nel caso, invece, che si esprimano solo due preferenze, queste potranno andare anche a candidati dello stesso genere.

FronteEuropee RetroEuropee

 


 

Firenze più di prima

In molti comuni si vota per rinnovare le amministrazioni locali. Il Pd e il Centro-sinistra guardano con grande fiducia a questo appuntamento, proprio per la tradizione di buongoverno che li contraddistingue.

Anche Firenze si presenta al voto. Un passaggio essenziale per proseguire l’opera di rinnovamento e di rilancio impostata, prima come sindaco e poi come presidente del Consiglio dei Ministri, da Matteo Renzi.

Di fronte alle sirene dello sfascismo antipolitico e della grettezza degli urlatori, sono convinta che la buona amministrazione e la bella politica non siano un’utopia. La differenza è nella qualità delle persone che scegliamo per rappresentarci.

E’ per questo che ho deciso di sostenere Dario Nardella, come Sindaco di Firenze. Ho avuto modo di lavorare con lui per molti anni, sia quando è stato presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Consiglio Comunale, fra il 2004 e il 2009, che quando siamo stati colleghi di Giunta nell’ultima legislatura, e lo considero una persona competente e esperta nella politica.

Un giovane pieno di entusiasmo e energia positiva, caratteristiche necessarie per poter svolgere al meglio il delicato ruolo di sindaco di Firenze, una città che va protetta, valorizzata e amata.

 

Di seguito il programma del candidato Sindaco Dario Nardella:
http://www.partitodemocratico.fi.it/news.php?tipo=news&qc=216

 

Un abbraccio

Rosa Maria Di Giorgi