Colombo S.p.A.: sottoscrizione dell’interrogazione presentata dalla Senatrice Gatti

Colombo S.p.A.: sottoscrizione dell’interrogazione presentata dalla Senatrice Gatti

Ho sottoscritto l’interrogazione a prima firma della Senatrice Maria Grazia Gatti relativa allo stabilimento di Pisa “Carlo Colombo S.p.A.”, un’azienda leader nel mercato nazionale ed internazionale dei semilavorati in rame, con una capacità produttiva di oltre 440.000 tonnellate all’anno in 2 siti produttivi e con un’esperienza di oltre 60 anni.

L’azienda è stata pesantemente colpita dalla crisi economica internazionale degli ultimi anni, che ne ha fortemente compromesso i risultati, in termini di volumi produttivi e di fatturato, tanto da dover ricorrere, già nel 2011, alla procedura di cui all’articolo 182-bis della legge fallimentare di cui al regio decreto n. 267 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni tramite la sottoscrizione di accordi di ristrutturazione dei debiti.
Per di più l’azienda ha iniziato a subire una costante concorrenza, che ha condotto ad una progressiva riduzione dei volumi venduti e dei prezzi di vendita, tanto che la situazione aziendale generale, e quella dello stabilimento di Pisa in particolare, è andata via via peggiorando: nel 2015 la società ha venduto il 9 per cento in meno di tonnellate rispetto all’anno precedente e nello stabilimento di Pisa si è registrato un calo dell’8 per cento.

Il 25 gennaio 2015 si è poi tenuto, presso il Ministero dello sviluppo economico, un incontro tra la Regione Toscana, il Comune di Pisa, i rappresentanti della Carlo Colombo, le organizzazioni sindacali territoriali e le rappresentanze sindacali unitarie degli stabilimenti di Pizzighettone e Pisa. In tale sede le organizzazioni sindacali hanno chiesto al Ministero di intervenire per una verifica presso i creditori;

Stante la situazione e la rinegoziazione in atto con i creditori di un nuovo accordo di ristrutturazione del debito, l’azienda ha comunicato lo scorso 2 maggio 2016 la decisione di chiudere lo stabilimento di Pisa, con conseguente risoluzione dei rapporti di lavoro e messa in mobilità di tutti i dipendenti.

Alla luce di ciò si chiede di sapere:

  • se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta e, soprattutto, del precipitare della situazione avvenuto il 2 maggio;
  • se il Ministro dello sviluppo economico non intenda riaprire immediatamente il tavolo istituzionale convocato l’ultima volta presso il Ministero il 25 gennaio 2015;
  • quali siano le soluzioni che intendano prospettare per garantire un futuro ai 68 lavoratori dello stabilimento di Pisa.

 

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