Coronavirus: Firenze deve ripensare il proprio modello di sviluppo

Coronavirus: Firenze deve ripensare il proprio modello di sviluppo
La crisi innescata dal coronavirus rischia di presentare un conto pesantissimo alla nostra città. Gli aiuti sostanziosi del governo, quelli già stanziati e quelli che ancora verranno stanziati, serviranno a tamponare il danno, ma è evidente che ci vorranno mesi, se non anni, prima che gli effetti negativi prodotti in queste settimane possano essere sanati.
In questo momento bene fa il sindaco a riflettere sul tipo di sviluppo che ha avuto la nostra città negli ultimi anni: un’economia eccessivamente imperniata sul mercato turistico non è più sostenibile,  perché troppo esposta ai rischi di crisi come quella che stiamo attraversando.
Da mesi ho posto il tema del ritorno della residenza in centro, attraverso aiuti e sostegni mirati, e della gestione di fenomeni sempre più invasivi come quello degli affitti turistici.
Nuovo modello di sviluppo per una città come Firenze, significa puntare sulle nuove tecnologie e sul valore aggiunto, anche in termini sociali, che queste possono produrre. Ad esempio diventando un polo d’eccellenza per lo sviluppo di dispositivi ed applicazioni  biomedicali di ultima generazione secondo una tradizione consolidata da valorizzare. Investire sula ricerca, sull’innovazione,  sull’Università,  sulla cultura, sull’economia della conoscenza, su un modello di sanità all’avanguardia, facendo di Firenze una città di riferimento anche per la sostenibilità ambientale.
 
Firenze è la città che ha visto sorgere l’Umanesimo dopo la grande peste del 1348. Siamo certi che anche questa volta saprà cogliere la sfida del futuro, partendo dal dramma che stiamo vivendo, e facendo tesoro di questo per trovare nuove chiavi di sviluppo. 
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